Mostra d'Arte nel Cuore di Firenze!

6 lug 2023

Mostra personale di Claudia Miatello

Recensione di Virginia Bazzechi Ganucci Cancellieri

“È supercalifragilisticospiralidoso!
Anche se il suono è qualcosa di abbastanza atroce
Se lo dici abbastanza forte sembrerai sempre precoce”

(Basato sul film: Mary Poppins , Walt Disney)

Era il 1965 quando il grande pubblico andò a vedere per la prima volta il film “Mary Poppins” . La scena che più ha solleticato la fantasia del pubblico vede la famosa babysitter, interpretata da Julie Andrews, accompagnata dalla piccola Banks e dallo spazzacamino Dick Van Dyke, tuffarsi in un "quadro" per camminarci dentro, interagire con i personaggi dipinti e cantare con loro. loro "Quanto è bello camminare con Maria" e il famoso "Supercalifragilisticexpialidocious".

Questo è quello che accade con le opere di Claudia Miatello, artista canadese dal talento evidente e originale, che nella rassegna artistica intitolata "Buongiorno, Buonanotte" , ci accompagna attraverso le strade, i giardini e gli scorci più suggestivi di Firenze. Ma quella descritta dall'artista di origine italiana non è la città caotica, piena di turisti che affollano i luoghi storici che tutti siamo abituati a conoscere; nelle opere in mostra, la “città del giglio” assume una dimensione più intima, personale, umana. Così, guidati dallo stile delicato e giocoso di Claudia Miatello, ci ritroviamo a passeggiare per la “Vasca dell'Isola” nel Giardino di Boboli o a sorseggiare un buon caffè nello storico bar Gilli; da una finestra osserviamo l'ultimo chiarore che lentamente si spegne nell'ora crepuscolare, dipingendo arazzi di luci e ombre sui marmi bianchi del Duomo e del Campanile di Giotto; in una mattinata luminosa, invece, sfrecciamo in bicicletta lungo il fiume Arno con il cesto pieno di prodotti freschi del mercato oppure ci ritroviamo a fare un pisolino pomeridiano in Piazzale Michelangelo, all'ombra del David.

Pertanto, in un continuo turbinio di scenari diversi, luci e colori variopinti, l'artista ferma nelle sue opere frammenti di vita quotidiana dall'alba al tramonto. Protagoniste di queste immagini sono figure stilizzate, dai tratti marcatamente caricaturali, che appaiono minuscole al cospetto della grandiosità architettonica di Firenze; sono “piccole anime coraggiose ” come le definisce la stessa artista, che cercano la felicità nei luoghi più semplici. I personaggi del pittore canadese, infatti, ci accompagnano attraverso i principali momenti di scoperta della vita, in un viaggio che si snoda tra momenti preziosi e fugaci di gioia, amore, dolore e paura; è tra questi alti e bassi dell'esistenza, tra questi successi e fallimenti che si nascondono quegli istanti inestimabili grazie ai quali l'anima respira e vive.

In un'epoca come quella attuale sempre più cupa e contaminata da catastrofi e difficoltà, Claudia Miatello riesce a “togliere peso” alla rappresentazione della realtà, utilizzando un linguaggio narrativo di sorprendente autenticità e di grande leggerezza; una leggerezza che non scade mai nella superficialità, ma piuttosto in una “gravità senza peso”. Nelle opere, infatti, si crea un legame speciale tra malinconia e umorismo, capace di alleggerire la tristezza e togliere la pesantezza corporea al comico. " Scivolando sulle cose dall'alto " senza avere " macigni sul cuore" , come sosteneva Italo Calvino nelle "Lezioni Americane", il pittore ci insegna a riconoscere quelle emozioni dell'esistenza che nascono in realtà da attimi impercettibili, da piccoli istanti di felicità che nascondersi tra le pieghe della nostra quotidianità.

Questa "passeggiata immersiva" all'interno delle opere di Claudia Miatello è impreziosita anche da una serie di testi e pensieri firmati dall'autore Egidio Marchese, padre dell'artista, che rompono i confini tra arte e vita, trasformando la vita stessa in una forma d'arte e aggiungendo un ulteriore strato di profondità e bellezza alla mostra.

Attraverso uno stile garbato e un po' ingenuo, che strizza l'occhio al mondo dell'illustrazione, l'artista porta quindi avanti un'acuta riflessione sul meraviglioso senso della vita che ricorda la lezione del celebre racconto Disney di Mary Poppins. Nell'emozionante film di Walt Disney, infatti, i due protagonisti Giovanna e Michele riscoprono il senso di meraviglia che si nasconde dietro una quotidianità apparentemente ordinaria, attraverso una serie di avventure imprevedibili e bizzarre, come il tè sul soffitto da zio Alberto, il tour del mondo con una bussola magica o incontrare la signora Corry, che di giorno vende pan di zenzero e di notte appende le stelle nel cielo.

Anche nelle opere in mostra, nonostante i riferimenti precisi e puntuali nelle ambientazioni ancorino saldamente le immagini alla realtà, si riscontra sempre un piccolo calembour visivo, grazie al quale l'irrazionale e lo straordinario si insinuano nella quotidianità con grande naturalezza.

Con il suo racconto lineare, Claudia Miatello conduce lo spettatore nel più profondo dei percorsi introspettivi, rivelando allo stesso tempo come la fantasia e il potere assoluto dei sogni, in cui Walt Disney tanto confidava, possano plasmare la realtà; ciò emerge chiaramente ad esempio in "Firenze di giorno e di notte" , in "I colori della natura" o ancora nell'opera "Un nuovo giorno" dove l'artista immagina la bellezza di una città senza inquinamento, rumore e sporcizia.

Attraverso disegni e acquerelli, con la maestria di chi sa fermare il racconto per inondarlo di emozioni, Claudia Miatello ci accompagna in atmosfere di luce e colore, all'interno di un racconto intimo, personale, ma anche collettivo in cui i nostri tempi complicati e appassionati si riflettono. Un'arte suggestiva che possiamo ammirare nella mostra “Buongiorno, Buonanotte” che pulsa di vita, che raggiunge i sensi e rimane nell'anima; un'arte che attraverso una grande freschezza e genuinità di stile, nonché una garbata ironia, insegna a saper cogliere le piccole ed impercettibili sfumature della vita, soprattutto nella quotidianità. Del resto, come sosteneva il filosofo indiano Tagore Rabindranath, “la vita è una continua meraviglia dell’esistere”.

Virginia Bazzechi Ganucci Cancellieri

Via di FirenzeOpere d'arte sul muro

Gruppo di persone in galleria

In italiano:

“Supercalifragilistichespiralidoso!

Anche se ti sembra che abbia un suono spaventoso

Se lo dici forte avrai un successo strepitoso”

(Tratto dal film: Mary Poppins , Walt Disney)

Era il 1965 quando il grande pubblico andò a vedere per la prima volta il film “ Mary Poppins”. La scena che più solleticò l'immaginario degli spettatori vede la famosa babysitter, interpretata da Julie Andrews, accompagnata dai piccoli Banks e dallo spazzacamino Dick Van Dyke, saltare dentro un “quadro” per passeggiare al suo interno, interagire con i personaggi dipinti e cantare con loro “Quanto è bello passeggiar con Mary” e la famosa “ Supercalifragilistichespiralidoso” .

È quello che succede con le opere di Claudia Miatello, artista canadese dal talento limpido e originale, che nella rassegna artistica intitolata “Buongiorno, Buonanotte” , ci accompagna tra le vie, i giardini e gli scorci più suggestivi di Firenze. Ma quella descritta dall'artista di origine italiana non è la città caotica, piena di turisti accalcati nei luoghi storici che tutti siamo abituati a conoscere; nelle opere in mostra la “città del giglio” assume una dimensione più intima, personale, umana. Guidati dallo stile delicato e giocoso di Claudia Miatello ci ritroviamo così a passeggiare intorno alla “Vasca dell'Isola” nel giardino di Boboli oa sorseggiare un buon caffè nella storica caffetteria Gilli; da una finestra osserviamo gli ultimi bagliori che nell'ora del crepuscolo lentamente si spengono, dipingendo arazzi di luci e ombre sui candidi marmi del Duomo e del campanile di Giotto; in una luminosa mattina, sfrecciamo invece in bici sui lungarni con il cestino ricco di primizie del mercato o ci ritroviamo a fare una pennichella pomeridiana a Piazzale Michelangelo, all'ombra del David.

Dunque, in una girandola continua di scenari diversi, luci e colori variopinti, l'artista si ferma nelle sue opere frammenti di vita quotidiana dall'alba al tramonto. Protagonisti di queste immagini sono figure stilizzate, dai tratti marcatamente caricaturali, che appaiono minuscole al cospetto della grandezza architettonica di Firenze; sono “ piccole anime coraggiose” come le definisce la stessa artista, che ricercano la felicità nei luoghi più semplici. I personaggi della pittrice canadese ci accompagnano infatti tra i principali momenti di scoperta della vita, in un cammino cioè tra preziosi e fugaci momenti di gioia, amore, dolore e paura; è tra questi alti e bassi dell'esistenza, tra i successi ed i fallimenti che si nascondono quegli attimi inestimabili grazie ai quali l'anima respira e vive.

In un'epoca come quella attuale sempre più cupa e contaminata da catastrofi e difficoltà, Claudia Miatello riesce a “togliere peso” alla rappresentazione della realtà, servendosi di un linguaggio narrativo di stupefacente genuinità e di grande leggerezza; una leggerezza che non scade mai in superficialità, ma si tratta piuttosto di una “gravità senza peso”. Nelle opere infatti si crea una speciale connessione tra melanconia e umorismo, capace di alleggerire la tristezza e di togliere al comico la sua pesantezza corporea. “ Planando sulle cose dall'alto ” senza avere “ macigni sul cuore ”, come sosteneva Italo Calvino in “Lezioni Americane”, la pittrice ci insegna a riconoscere quelle emozioni dell'esistenza che scaturiscono in realtà da attimi impercettibili, da piccoli istanti di felicità che si nascondono tra le pieghe della nostra vita quotidiana.

Questa “passeggiata immersiva” nelle opere di Claudia Miatello è inoltre impreziosita da una serie di testi e pensieri firmati dall'autore Egidio Marchese, padre dell'artista, che rompono i confini tra arte e vita, trasformando così la vita stessa in una forma d 'arte e aggiungendo un ulteriore livello di profondità e bellezza alla mostra.

Attraverso uno stile gentile e un po' naïf, che strizza l'occhio al mondo dell'illustrazione, l'artista porta dunque avanti un'acuta riflessione sul senso meraviglioso della vita che richiama alla mente la lezione della celebre favola disneyana di Mary Poppins. Nell'emozionate film della Walt Disney infatti, i due protagonisti Giovanna e Michele riscoprono il senso di meraviglia che si cela dietro una quotidianità apparentemente ordinaria, attraverso una serie di avventure imprevedibili e bizzarre, Venire il tè sul soffitto dallo zio Alberto, il giro del mondo con una bussola magica o l'incontro con la signora Corry, che di giorno vende pan pepato e di notte appendendo stelle in cielo.

Anche nelle opere in mostra, sebbene i precisi e puntuali riferimenti nelle ambientazioni ancorino saldamente le immagini alla realtà, ci imbattiamo sempre in un piccolo calembour visivo, grazie al quale l'irrazionale e lo straordinario entrano di soppiatto nel quotidiano con grande naturalezza. Con il suo racconto lineare, Claudia Miatello conduce cioè lo spettatore nel più profondo dei percorsi introspettivi, palesando al tempo stesso quanto la fantasia e l'assoluto potere dei sogni, in cui tanto confidava Walt Disney, possono modellare la realtà; ciò emerge chiaramente ad esempio in “Firenze di giorno e di notte” , in “I colori della natura” o ancora nell'opera “Un nuovo giorno” dove l'artista si immagina la bellezza di una città senza inquinamento, rumore e sporcizia.

Attraverso disegni e acquarelli, con la maestria di chi sa fermare il racconto per inondarlo di emozioni, Claudia Miatello ci accompagna in atmosfere di luce e di colore, all'interno di un intimo, personale racconto, ma anche collettivo nel quale si riflettono i nostri tempi complicati e appassionati. Un'arte evocativa quella che possiamo ammirare nella mostra “Buongiorno, Buonanotte” che pulsa di vita, che arriva ai sensi e che rimane nell'anima; un'arte che attraverso una grande freschezza e genuinità di stile, così come una garbata ironia, ci insegna a saper cogliere le piccole ed impercettibili sfumature della vita, specialmente nel quotidiano. Del resto come sosteneva il filosofo indiano Tagore Rabindranath “la vita non è che la continua meraviglia di esistere”.

Virginia Bazzechi Ganucci Cancellieri